Siamo persone riunite liberamente e volontariamente, che, dopo la manifestazione del 15 maggio, hanno deciso di rimanere unite ed essere sempre più numerose nella lotta per la dignità. Non ci rappresenta nessun partito o associazione. Nessuno ci rappresenta.
Ci unisce il malestare per le disuguaglianze e la precarietà della vita, ma soprattutto ci unisce la necessità di un cambiamento. Siamo qui perché vogliamo una società nuova, che dia la priorità alla vita prima che agli interessi economici e politici. Ci sentiamo calpestati dall’economia capitalista, ci sentiamo esclusi dal sistema politico attuale, che non ci rappresenta. Auspichiamo una trasformazione profonda della società. E soprattutto vogliamo che sia la società stessa la protagonista di questo cambiamento.
Pensavano che ci fossimo addormentati, che avrebbero potuto continuare a calpestare i nostri diritti senza che opponessimo resistenza. Si sbagliavano: stiamo combattendo – pacificamente ma con determinazione- per la vita che tutti noi meritiamo.
Abbiamo imparato dal Cairo, dall’Islanda e da Madrid.
Adesso tocca diffondere la lotta e far ascoltare la nostra voce.














